George A. Papandreou - President of Socialist International - Former Prime Minister
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Corriere della Sera-Il ministro degli Esteri greco Papandreu, oggi in visita a Roma, spiega la volonta di convivere

Corriere Della Sera, 20 October 1999

Corriere dela Sera-Il ministro degli Esteri greco Papandreu, oggi in visita a Roma, spiega la volonta di convivere: "Ma l'Italia ci aiuti sulla questione di Cipro"

La svolta di Atene: "Si all'ingresso della Turchia nell'Ue"

DAL NOSTRO INVIAT0

ATENE - Undici anni dopo suo padre Andreas Papandreu, che per primo cerco di allentare le tensioni tra Atene ed Ankara tendendo la mano al presidente Turgut Ozal sulle nevi di Davos, tocca al figlio primogenito del defunto patriarca diventare uno dei protagonisti dell'ingresso della Turchia fra i candidati all'Ue. La lunga attesa, per il Paese musulmano, finira probabilmente nel freddo di Helsinki, durante il vertice europeo di fine anno.

Dell'ingombrante genitore, il ministro degli Esteri George Papandreu non ha il magnetismo e la spinta demagogica. Ma dal padre ha ereditato il coraggio politico. A 47 anni, ha saputo conquistare la stima di tutti. Dei colleghi europei, ciegli Usa, e del suo omologo turco Ismail Cem: "Una persona onesta, con cui abbiamo sviluppato un clima di reciproca fiducia". Papandreu ha cominciato un viaggio in alcune capitali europee. Oggi sara a Roma ospite del ministro degli Esteri Lamberto Dini. Per l'occasione, ha accettato di rispondere alle domande del Corriere.

Non e singolare che siate proprio voi greci, dopo anni di confronto e rischi di guerra, ad avere aperto ad Ankara le porte dell'Ue?

"Credo che, nel profondo, vi sia sempre stato il desiderio di convivere pacificamente. Ora quel desiderio e stato capace di esprimersi: prima con l'avvio, l'estate scorsa, del dialogo tra Atene ed Ankara in settori di interesse comune; poi con l'offerta di aiuto e le manfestazioni di reciproca solidarieta dopo i terremoti che hanno colpito i due Paesi. Il popolo greco ci ha inviato un messaggio pre
ciso: andate avanti".

Che significa accogliere la Turchia nell'Ue?

"La decisione finale dipende da alcuni aspetti specifici, ma noi siamo generalmente favorevoli - parlo del governo e della maggioranza dei granidi partiti - ad accettare la Turchia nell'Ue".  

A quali condizioni?

"Non poniamo ultimatum. Siamo convinti che la Turchia possa diventare un candidato vero, non virtuale. Si tratta, quindi, di un' adesione che comporta diritti e responsabilita. E' un processo nel quale devono essere impegnati l'Ue e Ankara. A entrambi si chiede il coraggio politico di prendere le necessarie decisioni. Per quanto riguarda la Turchia, vuol dire awiare le necessarie riforme, e migliorare le relazioni con i Paesi vicini".

Quando parla di riforme siriferisce al rispetto dei diritti umani e al caso Ocalan?

Naturalmente.

E il problema di Cipro?

"Tutti vogliamo che l'isola, come Paese unito, diventi membro dell'Ue avendo risolto il problema dei rapporti fra i greco-ciprioti e i turcociprioti, e avendo visto 1a fine dell'occupazione militare. Ma ammettiamo che, per una ragione o per l'altra, e in particolare per il desiderio dei turco-ciprioti e del loro capo Denktash di non negoziare una soluzione, le cose rimangano come sono. Che cosa dovremmo fare? Lasciare Cipro fuori? Noi diciamo: no, e impossibile. Vede, durante gli anni della guerra fredda il caso-Cipro era stato messo da parte, insomma dicevano "ci penseremo poi". Ora il problema e risorto. La sua soluzione e nell'interesse dell'Europa, degli Usa, della Russia, delle Nazioni Unite".

E' sufficiente per poterlo risolvere?

"No, occorre la volonta della Turchia e di Denktash.

Oggi vedra il ministro Dini. Pensa che l'Italia vi sosterra sulla questione cipriota?

"Siamo di fronte ad un'opportunita unica. O andiamo avanti, tutti assieme, o rischiamo un nuovo stallo, aggravato dalla perdita del "momento" che si e creato. A Helsinki, gli esiti possono essere due: una svolta importante, oppure la stagnazione. L'Italia e un Paese che conosce molto bene la regione, la Grecia, la Turchia e i Balcani. E' uno dei grandi partner dell'Ue e ha un ruolo importantissimo. Il "momento" e unico. Penso che cogliere questa preziosa opportunita sia nell' interesse generale. Abbiamo tutti da guadagnare.

Antonio Ferrari

Antonio Ferrari

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